Chi siamo

HAIR STYLING DI CREDENTINO MARCO

È una storia antica quella dei barbieri, un lavoro con origini antichissime. Il simbolo più noto, risale al Medioevo, è il famoso “barber pole”, il palo ravvivato da una spirale a strisce bianche e rosse, nella versione americana anche blu. Cosa significava? Avvertiva che il barbiere non tagliava solo barba e capelli, ma offriva anche servizi medici, come il salasso, l’incisione di ascessi, l’estrazione di denti marci e la rimozione di pidocchi e zecche.
Dopo il 1700 fortunatamente tali compiti furono svolti dai medici esperti e il barbiere fu confinato alla semplice “tosatura”. Da allora però il barber shop ha subito diverse evoluzioni. Negli anni Cinquanta e Sessanta, quando la cura di barba e capelli era maniacale, diventa un’enclave tutta maschile, dove il barbiere, con sana goliardia, è il confidente di avventure piccanti, esaltate anche da giornali e poster osé esposti in bella mostra.
Negli anni Ottanta comincia a diventare luogo unisex dove vengono offerti servizi per entrambi i sessi e viene cannibalizzato dai coiffeur femminili. Il barbiere diventa una professione quasi dimenticata, ma con gli anni è riuscito a riconquistare il suo regno. Le barberie, da tempo, non sono più cattedrali nel deserto, ma luoghi sempre più presenti sul territorio, che offrono vecchi piaceri e profumi in chiave moderna, con una vasta offerta di trattamenti curativi per barba e capelli.

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RELAX ED ELEGANZA
Una nuova concezione di salone che prende le caratteristiche delle vecchie botteghe, ma con nuovi strumenti e modernissime architetture. La barberia diventa un luogo elegante, con un arredamento ricercato e raffinato che guarda agli anni 40 e 50, ma rivisitato in chiave moderna. Un pit stop per concedersi una pausa rilassante e un taglio al top.
L’uomo ha scoperto il gusto di dedicarsi del tempo e ha trasformato l’appuntamento al barber shop, in un’occasione per viziarsi – spiegano Robert Briscolini e Giovanni Cibin, titolari di Italian Style Factory barber shop a Seveso. I nostri clienti coltivano il loro lato edonista, riscoprendo vestiti sartoriali, scarpe artigianali, accessori ricercati e anche il barber shop deve essere all’altezza. Il barbiere non è più quello che ti sistema la barba o i capelli, ma è un professionista costantemente aggiornato sui trend, sulle formule, i supporti tecnici e ha pure un pizzico di psicologia per trasformare la permanenza in salone in una vera e propria esperienza sensitiva. Il lusso dei panni caldi, la lazione profumata leggermente alcolica, i massaggi per ossigenare la cute, il cliente viene coccolato a 360 gradi, il tempo e lo spazio progressivamente si dilatano».

NON SOLO BARBA & CAPELLI
Un luogo di aggregazione maschile per fare in modo che l’uomo si ritagli una pausa dedicata solo a se stesso. In alcune barberie si offre anche un boccale di birra, un cocktail, una buona lettura di libri, l’ascolto di vari generi musicali, concerti live, per facilitare i rapporti sociali. Un segno distintivo dei nuovi barber shop sono le poltrone, le più cool sono quelle del colosso giapponese Takara Belmont, presente sul mercato da 95 anni.
«Avere un nostro modello significa avere all’interno del proprio salone articoli di design, qualità e comfort unico – dice Marco Bursi, general manager Takara Belmont Italy –. Una delle ultime novità, presentate all’ultimo Salone del Mobile, è il lavaggio Yume Oasis, unico al mondo, poiché essendo trasferibile, dà all’acconciatore la possibilità di seguire lo shampo direttamente dalla postazione tecnica o styling, senza muovere il cliente, con notevoli vantaggi sia in termine di comodità e di spazio».

Testimonianze

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